2008
15-19 novembre
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Il grido della terra - Il grido della terra


Foto gallery

Anno: 1949
Nazione: Italia
Genere: Lungometraggio
Durata: 90
Regia: Duilio Coletti
Sceneggiatura: Lewis F. Gittler, Carlo Levi, Giorgio Prosperi, Alessandro Fersen
Montaggio: Mario Serandrei
Fotografia: Domenico Scala
Musica: Alessandro Cicognini
Cast: Marina Berti, Andrea Checchi, Vivi Gioi, Carlo Ninchi, Filippo Scelzo, Luigi Tosi, Peter Trent, Elena Zereschi, Alessandro Fersen
Produzione: Alberto Salvatori, LUX FILM

Copia 35mm restaurata dalla Centro Sperimentale di Cinematografia

Una pellicola dimenticata, ritrovata e salvata ultimamente dal Centro Sperimentale di Cinematografia, ci svela che in Italia nel 1949, undici anni prima dell’Exodus di Otto Preminger, nasceva un film sulla storia dell’indipendenza dello Stato d’Israele.

Un chirurgo ebreo di nome Taumen e Dina, la sua futura nuora, reduci dai campi di sterminio nazisti, vengono trasferiti in un campo profughi in Puglia. Insieme ad altri ebrei sopravvissuti raggiungono la Palestina, sotto la guida di Ariè, membro dell’Haganà. In Palestina i movimenti per l’indipendenza dello Stato Ebraico combattono contro gli inglesi. Il figlio di Taumen, David, che prima della guerra era fidanzato con Dina ed ora vive con Judith, è uno tra i più attivi combattenti. David viene informato dell’arrivo del padre, che non sperava più di rivedere, e va a trovarlo nella colonia agricola che ospita i profughi. Qui incontra anche Dina e Ariè. Tra i due ex compagni scoppia una lite, a causa della divergenza sui “metodi” che devono essere utilizzati per espugnare gli inglesi. Nel frattempo la colonia agricola viene assediata e David catturato. L'Irgun per vendicarsi della cattura di David, prende come ostaggio l’ufficiale George Bilkmoe. L’amara ironia vuole che David, Ariè e George una volta compagni di guerra contro i nazisti oggi si ritrovano nemici. La morte arriva ma i sopravissuti continueranno il progetto sionista.

Il film è stato girato nel 1949 quasi in contemporanea con i fatti storici. La censura non lo ha digerito facilmente reputandolo "offensivo nei confronti di un paese amico". Al regista Duilio Coletti, che diventerà poi uno specialista nel cinema di guerra, piaceva l'idea di fare un film anti-britannico e molto filo-ebraico. Alle origini del film sta, probabilmente, la collaborazione tra Coletti e Carlo Levi (questa è la sua unica sceneggiatura accreditata), che il regista tenta di convincere a portare sullo schermo “Cristo si è fermato a Eboli”. A “Il Grido della terra” collaborano inoltre Alessandro Fersen (cosceneggiatore e interprete del ruolo del rabbino), e lo scenografo Emanuele Luzzati che avevano esordito insieme nel 1947 al Teatro di Genova con uno spettacolo riecheggianto il folklore ebraico, “Lea Lebowitz”. Non accreditato, ma coinvolto nella realizzazione del film, è infine Leo Levi, cui si devono le ricerche musicologiche per i canti frequentemente utilizzati nella costruzione drammaturgia di “Il Grido della terra”.
 

EDIZIONE 2008






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