2008
15-19 novembre
English version Torna alla Home page

ISRAELE NEL CINEMA. TRA MITO E DEMISTIFICAZIONE

Pochi mesi fa quando Paul Newman lasciava per sempre la scena, tutto il mondo ha pianto il grande attore di Hollywood per aver fatto brillare la sua stella dagli anni '50 ai giorni nostri. Tra i personaggi do lui interpretati quello di Ari Ben Canaan in Exodus di Otto Preminger (1960) certamente ha lasciato un segno in¬delebile. Nelle vesti del coraggioso coman¬dante della nave "Exodus", Newman incar¬nava il "sabra" (ovvero l'ebreo coraggioso nato in Israele) il prototipo del combattente sionista, consegnando alla dimensione del mito la tragica e avvincente storia degli ebrei sopravvissuti allo sterminio nazista che combatterono per la fondazione dello Stato d'Israele. Seppur Exodus, ispirato all'omonimo romanzo di Leon Uris (negli Stati Uniti il più venduto dopo "Via col vento"), rappresenti un prodotto dell'industria cinematografica hollywoodiana (prodotto dalla major MGM) è stato considerato in un cert ...

... leggi

PERCORSI EBRAICI. ALBUM DI FAMIGLIA, DIMENSIONE PRIVATA E COLLETTIVA DELLA MEMORIA

In questa sezione presenteremo tre docu¬mentari provenienti dall'Italia, da Israele e dagli Stati Uniti, realizzati da tre registe che hanno alle spalle esperienze cinemato¬grafiche molto diverse. Si tratta di The House on August Street di Ayelet Bargur, The Tree of Life di Hava Volterra e L’isola delle rose di Rebecca Samonà. I tre film hanno in comune la volontà di raccontare la storia attroverso le vicende della propria famiglia, dei parenti o degli antenati. Le registe, che sono le protagoniste dei film, partendo dal viaggio nella storia privata arrivano a rappresentare la dimensione col¬lettiva della memoria.

Rebecca Samonà, in L’isola delle rose, spinta infatti dal proposito di conoscere le sue radici ebraiche. Cosi la Samonà, insieme a sua madre e al figlio che sta per nascere, intraprende il viaggio alla ricerca delle orme lasciate dalla sua famiglia e si imbatte nella storia delia comunità ebraica ...

... leggi

SAPIR COLLEGE FILM & TELEVISION SCHOOL

Correva I'anno 1998 quando i fonda¬tori del Sapir Academic College (fon¬data nel 1978) decisero di dare vita ad un dipartimento di cinema e televisione proprio vicino a Sderot (la cittò israeliana oggi nota perchè continuamente bersaglio dei missill kassam provenienti dalla striscia di Gaza), ai confini del deserto del Negev. Cosi a dieci anni dalla fondazione della scuola, il "Film & Television School" è oggi uno tra i più lnteressanti e prestigiosi centri culturali d'Israele, ed accoglie ogni anno circa trecento studenti provenienti do tutto il paese.
L’istituto, insieme alla Scuola di Cinema dell'Università di Tel Aviv, è l'unico abilitato a rilasciare un diploma di laurea in cinema, ma il suo obiettivo nel corso degil anni è andato ben oltre I'aspetto "accademico". Sin da subito infatti il "Film & Television School" ha dichiarato di raggiungere un a ...

... leggi

SGUARDO SUL NUOVO CINEMA ISRAELIANO

Un cinema sospeso tra reale e surrea¬le, che affonda le radici nella socie¬tà, nel moti dell'animo, nella carne, mentre anela all'evasione. E' questa la cifra del nuovo cinema israeliano. Gli otto lungo¬metraggi e i quattro documentari che costi¬tuiscono quest'anno il nostro "Sguardo sul nuovo cinema israeliano" offrono allo spettatore la possibilità di scoprire e conoscere alcune tendenze della nuova cinematografia israeliana. I film che presentiamo, rappresentano la varietà tematica e stilistica di questo cinema, che oggi vuole raccontare la realtà israeliana, quella sociale e politica, le storie personali, ma al tempo stesso cerca ,vie di evasione e le trova nell'immagina¬rio, nel surreale, nell'arte, nel cinema stesso. Il cinema israeliano di oggi, dunque, punta a creare un discorso dialettico tra la realtà che tiene il soggetto "con i piedi per terra", e la fantasia, che gli pe ...

... leggi

EDIZIONE 2008






Imamgini dal festival



Condividi