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Undicesima edizione del festival. Dal Panorama sul nuovo cinema israeliano ai Percorsi ebraici, attraversando una sezione speciale dedicata alla grande Ronit Elkabetz. Numerosi i lungometraggi  e i documentari presentati. Tra questi, Il Ghetto di Venezia – 500 anni di vita, di Emanuela Giordano, che ripercorre, anche grazie a inserti di ricostruzione storica realizzati in animazione, le vicende del ghetto più antico d’Europa e ricorrendo inoltre ai ricordi e alle testimonianze di “testimoni eccellenti”,  tra cui Amos Luzzatto e Riccardo Calimani. Si andrà alla scoperta della vita quotidiana e della tradizione, così come delle sinagoghe nascoste e  dell’antico  cimitero  ebraico. Quindi, Mr. GAGA anima e corpo di un genio della danza, di Tomer Heymann, la storia di Ohad Naharin, nato e cresciuto in un kibbutz, uno dei coreografi più importanti e innovativi al mondo, conosciuto a livello internazionale per aver creato il linguaggio di movimento corporeo chiamato “Gaga”.

Altro titolo del festival, Presenting Princess Shaw, di Ido Haar, la storia di Samantha Montgomery, cantautrice americana dal passato difficile, dotata di una splendida voce e di un enorme talento compositivo, che su un canale YouTube, con il nome di Princess Shaw, posta confessioni personali e performance musicali. Il regista Ido Haar sa che, dall’altra parte del mondo, il bizzarro Kutiman, musicista israeliano e “mashup artist” di successo, vuole utilizzare la voce di Princess Shaw in uno dei suoi video virali per il progetto Thru You