2019
16-20 novembre
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THE UNORTHODOX - Habilti Rishmeim


Anno: 2018
Nazione: Israele
Genere: Lungometraggio
Durata: 99
Lingua: Ebraico
Regia: Eliran Malka
Sceneggiatura: Eliran Malka
Montaggio: Arik Lahav-Leibovich
Fotografia: Yaron Scharf
Musica: Ophir Leibovitch
Cast: Shuli Rand, Yaacov Cohen, Golan Azulai, Yoav Levi, Or Lumbrozo, Tzahi Grad, Yigal Naor, Shifi Aloni
Produzione: Dori Media Paran, Tel Aviv

Quando la figlia di Yakov Cohen viene espulsa da scuola per ragioni etniche, lui decide di reagire. E’ il 1983 e Ya- kov, un tipografo che vive a Gerusalemme, è solo uno come tanti. Non ha le giuste conoscenze nè il denaro, ma una grande forza di volontà, che permette sia a lui che agli altri ebrei sefarditi nelle sue stesse condizioni di alzare la testa.

Yakov chiama a raccolta due amici, e insieme decidono di fondare il primo gruppo politico di ebrei sefarditi di Gerusalemme: non i classici tipi in giacca e cravatta, piuttosto quelli che si costruiscono la propria strada con umiltà partendo dal basso, dotati di uno spiccato senso dell’umorismo e di tanta voglia di riscatto. Il progetto dei tre amici non segue un preciso piano politico, ma il loro amore per il prossimo e la tenacia che li contraddi- stingue, li porta a realizzare una delle più sorprendenti campagne elettorali che il Paese abbia mai conosciuto. Il film affronta il tema del “gioco politico” della religio- ne e pone l’accento sulla convivenza e sulla necessità di rispetto reciproco tra persone provenienti da conte- sti culturali diversi. Il film si è aggiudicato all’Israeli Film Academy il premio per la miglior regia e la miglior sceneggiatura.

When Yakov Cohen’s daughter is expelled from school for ethnic reasons, he decides to fight back. It’s 1983 and Yakov, a printer in Jerusalem, is just a regular guy. He has no knowledge, no money, no connections and no political experience. But he does have the will and the passion to take action, and a belief that he and other Sephardic Jews should be able to hold their heads up high. Yakov brings two friends along and together they start the first ethnic political group in Jerusalem, with an operation characteristic of the people they represent: not the suit- wearing types, but rather the people working their way up from the bottom. Their operation is informal, full of love for their fellow man, animated by a great sense of humor and a whole lot of rage.

The film is raising questions about the real core of the political game about the issue of religion and emphasizes coexistence and the need for mutual respect between people from different backgrounds.

The Unorthodox participated in the latest edition of the Israel Film Academy winning for best director and best screenplay. 

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