14-07-2016 Aspettando il PKF 2016

Forse il termine esatto per definire il film visto ieri sera sarebbe quello di “commedia brillante” e invece no.

A me piace definirlo una favola. La trama è semplicissima anche se ricca di rimandi e citazioni: un gruppo di amici, ognuno con un suo problema personale, si riunisce per vedere L’Eurovision Song Contest, quello che per noi è l’Eurofestival, gara tra cantanti che rappresentano ognuno la propria nazione. Per gioco incidono un brano e, meraviglia delle meraviglie, per una serie di fortunati eventi quella sarà la canzone che rappresenterà Israele nell’edizione successiva della gara. E qui parte una carrellata di personaggi fantastici, dipinti con poche ma sufficienti pennellate, in ognuno dei quali riconosciamo vizi e difetti comuni nella nostra società. Quasi come in Alice nel paese delle meraviglie ecco la ministro opportunista e ipocrita; il manager manipolatore e volgare, la stampa che manipola la notizia per riempire i telegiornali e tutta una serie di personaggi correlati che tentano di togliere freschezza, gioia e spontaneità al brano e all’esibizione dei nostri. Ovviamente, come in tutte la favole che si rispettino, ci sarà il lieto fine, il gruppo arriverà secondo ma vinceranno comunque poiché ognuno troverà l’amore e l’armonia. Una trama quasi banale se non fosse che il tutto viene raccontato con vivacità, colore e fantasia; belli e divertenti sia i costumi che la colonna sonora che, con ironia e senza pudori, si rifanno agli anni 70 e a un ormai consolidato repertorio gay. 90 minuti che scorrono via veloci e senza pensieri e forse per questo che quando si sono accese le luci ci siamo tutti guardati un po’ stupiti e meravigliati come quando si ascolta una favola e il racconto finisce.

Laura Ravaioli

Song for Anat: https://www.youtube.com/watch?v=dErjrzueNhk