Autore: comunicazione

SODA – domenica 15 marzo ore 17:30

Durata del film: 96 min. Regia: Erez Tadmor, Produttori: Moshe Edery, Shemi Shoenfeld. Attori principali: Lior Raz e Rotem Sela
Selezione ufficiale, Festival Internazionale del Cinema di Santa Barbara 2025
Nominato in 3 categorie, Nominated in 3 Categories, Premi oscar Israeliani 2024
Trama: Eva, una bellissima sarta, si trasferisce con la figlia in un quartiere operaio israeliano nel 1954. Shalom Gottlieb, ex leader partigiano e attuale capo operaio in una fabbrica. Quest’ultimo si innamora di Eva, che gli offre la possibilità di essere felice e di vivere una vita piena di bellezza e di risate. Ma le voci sul passato di Eva come Kapo durante la Shoah scuotono la comunità. La scelta di Shalom di stare con Eva significa ora non solo tradire la sua famiglia, ma anche i suoi compagni partigiani e il suo dovere di scoprire il suo segreto.

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A LETTER TO DAVID – domenica 15 marzo ore 19:00

Israel, USA  2025, Durata: 74 min. Regia: Tom Shoval; Produttori: Alona Refua, Maya Fischer, Roy Bareket, Nancy Spielberg. Berlinale Special, Berlinale International Film Festival 2025. Horizons Section, Karlovy Vary International Film Festival 2025 Selezione Ufficiale, Doc Edge International Film Festival 2025

Trama: Il registaTom Shoval realizza una lettera cinematografica personale a David Cunio, che è stato rapito da Hamas dal Kibbutz Nir Oz il 7 ottobre 2023 e da allora è stato tenuto in ostaggio a Gaza, sino alla sua liberazione il 13 ottobre 2025. Dieci anni fa, David e suo fratello gemello Eitan hanno recitato nel film d’esordio premiato di Shoval, Youth (Berlinale 2013), che si concentrava sul potente legame tra fratelli e, in un tragico e inimmaginabile colpo di destino, ruotava attorno a un rapimento. Attraverso riprese dietro le quinte non montate e provini tratti da Youth, Shoval costruisce un documentario a più livelli che esplora le connessioni inspiegabili tra vita e cinema, memoria e realtà, e le conseguenze catastrofiche della guerra.

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GIADO – Lunedì 16 marzo ore 20:00

Durata del film: 55 min. Il film è in lingua originale ebraico e sottotitolato in italiano.

Regia: Golan Rise,Sharon Ada Yaish, Produttore:Hagar Alroey, con la collaborazione di NFCT, Broadcast: Kan 11, Screenplay: Golan Rise, Sharon Ada Yaish, Cinematografia: Racheli Rusinek, Rami Katzav, Editore: Tal Shefi, Sharon Yaish, Sound designer: Aviv Aldema, Color: Aharon Peer, Creative director : Arit Gordon, Design, Painting and Rotoscope: Adi Gershon, Animation and Visual Compositing: Ran Jurgenson, Miniature model design: Ranei Mazor

Trama: Per settant’anni Yosef Dadush ha nascosto un diario privato, chiuso al sicuro in un armadio di casa. In questo documentario la famiglia ci offre la preziosa opportunità di ascoltare la straziante testimonianza di un sopravvissuto di Giado, un campo di concentramento situato nel cuore del deserto libico.

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REAL ESTATE – martedì 17 marzo ore 20:00

Durata del film: 95 minuti / Ebraico, arabo e russo , sottotitoli in italiano/Laila films, The French Connection. Produzione: Itai Tamir. Altri produttori: Ami Livna. Sceneggiatura: Anat Melz. Regia: Anat Melz

Attore principale: Leib Lev Levin, Attore non protagonista: Ala Deka, Attrice principale: Victoria Rosovsky, Attrice non protagonista: Sarah Vino Elad

Fotografia: Amri Aloni, Montaggio: Anat Melz, Casting: Orit Fox Rotem, Design artistico: Louise Bracha, Costumi: Rachel Ben Dahan,Trucco: Marvat Khachrush, Musica originale: Shozin Colonna sonora: Michael Gurevich

Trama: Tamara e Adam sono una giovane coppia un po’ “selvaggia” e stanno per diventare genitori: le loro vite sono nel caos. Poco prima di essere sfrattati dal loro appartamento a Tel Aviv, Tamara decide di cercare la loro nuova casa nella città natale di Adam: Haifa. Durante un’indimenticabile giornata alla ricerca di un appartamento in affitto, entrano e escono dalla vita degli altri e il viaggio per trovare una casa si trasforma in un viaggio nel profondo del loro tempestoso amore.

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Savoy

Savoy

Scena film Savoy

ANTEPRIMA ITALIANA

La regista Zohar Wagner racconta la storia di Kochava Levy, una giovane donna di origine yemenita che ha fatto da mediatrice tra i terroristi e l’IDF mentre era tenuta in ostaggio a Tel Aviv durante la notte del micidiale attacco terroristico all’Hotel Savoy del 1975. Nel corso di una notte, si trasformò in un’eroina senza paura. Il film intreccia rari materiali d’archivio che non sono mai stati diffusi e scene di fiction rievocative della notte dell’attacco.

Filmmaker Zohar Wagner tells the story of Kochava Levy, a young woman of Yemeni descent, who served as mediator between terrorists and IDF while being held hostage in Tel Aviv – during the night of the deadly 1975 Hotel Savoy terror attack. Over the course of one night, she transformed herself into a fearless heroine. The film intertwines rare archival materials that were never released as well as re-enacted scenes from the night of the attack.

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Matchmaking

Matchmaking

foto scena Matchmaking

ANTEPRIMA ITALIANA

Moti Bernstein è il figlio che ogni madre desidera, lo studente a cui ogni Rabbino ama insegnare, il compagno di studi ideale per la Yeshiva, il partner perfetto per ogni sposa. Ha tutto: una buona famiglia, una mente brillante e non è neanche male… Alla ricerca di una moglie, incontrerà le migliori ragazze del mondo ebraico ortodosso, ma si innamorerà dell’unica ragazza che non potrà mai avere. L’unica che desidera. Contro tutto ciò che sa e contro ogni valore a lui caro, Moti sarà costretto a mettersi in gioco nel modo più inaspettato e originale.

Non resta che vedere chi vincerà. Il “sistema” o la voce interiore.

Moti Bernstein is the son every mother wants, a student every Rabbi loves to teach, the ideal Yeshiva study mate, the perfect match for every bride. He has it all: a good family, a brilliant mind, and he is not bad looking either… In search of a wife, he will meet the best girls in the Jewish orthodox world but will fall for the one girl he can never have. The only one he wants. Against everything he knows and every value, he holds dear, Moti will be forced   to go out on a limb in the most unexpected and unusual of ways.

All that remains is to see who will win. The system or the inner voice.

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Paris boutique

Paris Boutique

foto scena Paris Boutique

ANTEPRIMA ITALIANA

Louise, un avvocato di religione ebraica, arriva da Parigi per concludere un importante affare immobiliare. Si affida a Neta, un’autista e astuta eroina di Mahane Yehuda, che intuisce subito l’opportunità economica e decide di restare al fianco di Louise ad ogni costo.

Quando le due visitano la Città Vecchia, scoprono un legame segreto tra una donna ultraortodossa e un uomo di religione cristiana, che comunicano attraverso note nascoste nelle scanalature del Muro del Pianto. Nel tentativo di risolvere il mistero, Louise e Neta seguono l’enigmatica coppia attraverso gli stretti vicoli della città. Una commedia degli errori, nel cuore della magica Gerusalemme… Una storia di amicizia tra due donne in un momento critico della loro vita.

 

Louise, a Jewish lawyer, arrives from Paris to finalize an important real estate deal, using Neta, a chance driver, the cunning hero from Mahane Yehuda, who immediately finds the economic opportunity and decides to stick with Louise at any cost.

 When the two visit the Old City, they discover a secret connection between an ultra-Orthodox woman and a Christian man who communicate through notes hidden within the grooves of the Wailing Wall in the Old City of Jerusalem. In an attempt to solve the mystery, Louise and Neta follow the puzzling couple through the narrow alleyways of the city. A comedy of mistakes in the heart of magical Jerusalem, and a story about friendship between two women at a critical point in their lives.

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Children of nobody

Children of nobody

foto scena film Children of nobody

ANTEPRIMA ITALIANA

Vivendo ai margini della società israeliana, alcuni ragazzi problematici devono unirsi per salvare il rifugio per giovani a rischio che li ha tenuti lontani dalla strada. Per generazioni, la direttrice Margalit (Tiki Dayan) ha fornito un rifugio amorevole alle vittime dell’abbandono e della violenza in una casa malandata alla periferia di Tel Aviv. Tocca al braccio destro Jackie (Roy Assaf) tenere la casa lontana dagli immobiliaristi corrotti, placando anche i controlli di un assistente sociale per evitare la tragedia.

Con l’amore severo del “fratello maggiore” Jackie, i ragazzi devono ora essere responsabili delle proprie vite e salvare il loro rifugio da un destino terribile. Ispirato a una storia vera, questo dramma dà voce a coloro che vivono ai margini, spesso inosservati e trascurati dalla società.

Living on the fringes of Israeli society, troubled boys must band together to save the shelter for at-risk youth that has kept them off the streets. For generations, altruistic “surrogate mother”, Margalit (Tiki Dayan), provided loving refuge to victims of neglect and violence in a shabby house on Tel Aviv’s outskirts. When tragedy strikes, it’s up to right-hand man Jackie (Roy Assaf) to keep the home from corrupt property developers, and assuage a social worker’s scrutiny. With tough love from “big brother” Jackie, the young men must now be accountable for their own lives, and save their refuge from a dire fate. Inspired by a true story, this compassionate drama gives voice to those on the periphery, often unnoticed and uncared for.

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Plan A

Plan A

PLAN A è basato sull’incredibile storia vera dei “Vendicatori”.

Un gruppo di vigilanti ebrei, uomini e donne, che dopo essere sopravvissuti all’Olocausto, giurano di vendicare la morte dei propri cari – “occhio per occhio, dente per dente”.

Max, un sopravvissuto all’Olocausto ha perso tutta la sua famiglia nei campi. Pieno di rabbia e senza più nulla per cui vivere se non la vendetta, aiuta la Brigata Ebraica, soldati sotto il comando britannico, a trovare e a giustiziare in modo ufficioso i nazisti accusati di posizioni di rilievo nel sistema nazista.

Quando la brigata viene sciolta dopo la guerra e si preparano i processi di Norimberga, incontra Anna, una combattente partigiana fuggita dal campo di Vilna.

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Image of Victory

Image of Victory

1948 Hassanin è un giovane regista egiziano idealista incaricato dai suoi superiori, al Cairo, di andare insieme ai fratelli musulmani in terra santa. La sua missione: documentare il loro impegno nell’aiutare i palestinesi a riavere le loro terre usando la forza. Hassanin ed il suo fotografo Youssef si uniscono a Khlef il capo dei volontari dei fratelli musulmani. Khlef è un uomo istruito e un religioso fanatico che lavora per fare emergere il potenziale dai giovani che si trovano sotto il suo comando, così come il passionale Salman i cui occhi si rivolgono di più su una giovane ragazza del posto che sul suo addestramento militare. 

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Artboard

Grossman

Il film crea una biografia alternativa basata sugli scritti di David Grossman.

Utilizzando la sua voce, passiamo da un personaggio all’altro attraverso le varie storie. Come in una staffetta, i personaggi trasportano il loro autore, i giovani e gli anziani, gli uomini e le donne costruiscono un percorso di vita individuale con infinite possibilità di esistenza.

“Se potessi solo parlarvi della scrittura per 3 ore sarebbe la cosa migliore” suggerisce. Abbiamo iniziato a parlare di romanzi e, contrariamente a quanto ha affermato in precedenza, la vita irrompe immediatamente.

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Golden Voices

Golden Voices

Victor e Raya Frenkel sono stati per decenni le voci d’oro del doppiaggio sovietico.

Tutti i film western che hanno raggiunto gli schermi sovietici sono stati doppiati da loro.

Nel 1990, con il crollo dell’Unione Sovietica, i Frenkel decidono di fare l’Alyia – immigrare in Israele, proprio come altre centinaia di migliaia di ebrei sovietici.

In Israele non c’è alcun bisogno di doppiatori in lingua Russa, e i tentativi di Victor e Raya di usare il proprio talento, causerà degli eventi bizzarri e inaspettati durante i loro primi mesi in Israele trasformando l’inizio del nuovo capitolo della loro vita in una divertente, dolorosa e assurda esperienza.

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Three days and a child – Shlosh yamim veyeled

Da un racconto di A.B. Yehoshua. Eli (Oded Kotler) è un giovane studente laureato in matematica che vive con la sua ragazza a Gerusalemme.Per tre giorni, accetta di fare da babysitter a Zvi (Illi Gorlitzky), il giovane figlio di una sua ex fidanzata Noa (Judith Solé) e del marito. Eli e Zvi trascorreranno quei giorni in giro per Gerusalemme, mentre Eli rivive i ricordi dolorosi della sua vita con Noa il kibbutz e il di lei suo successivo rifiuto. Nel dubbio di essere il padre del bambino, i sentimenti di Eli nei confronti di Zvi sono ambivalenti. Palma d’oro a Oded Kotler per la Miglior interpretazione maschile al Festival di Cannes 1967

Short

Interviste e conversazioni per esaminare, con una certa ironia e leggerezza, come l’altezza possa avere un effetto sulle persone basse.

Or 

Madre e figlia adolescente vivono a Tel Aviv, un rapporto complesso. La madre si prostituisce e la figlia cerca di toglierla dai pericoli della strada.
Vincitore della Caméra d’or per la miglior opera prima al 57º Festival di Cannes (2004)

Aviva my love – Aviva Ahuvati (Aviva, amore mio)

Aviva (Asi Levi) è impiegata nelle cucine di un grande albergo a Tiberiade ma il suo sogno è di diventare una scrittrice a tutti gli effetti. Ha un marito disoccupato (Dror Keren), tre figli problematici, una madre affetta da disturbi psichici (Levana Finkelstein) e una sorella (Rotem Aboav) – donna dotata di un gran senso dell’umorismo e anch’essa con desideri d’evasione. Grazie all’ incoraggiamento e l’appoggio della sorella, Aviva incontra Oded (Sason Gabai), un noto scrittore, che le promette di farla diventare una vera scrittrice. Tuttavia il sogno non tarda a trasformarsi in un incubo e Aviva si troverà a fare i conti con la sua vita, scoprendo però così anche la sua voce interiore e guadagnandosi la sua indipendenza.

Il film, che ha riscosso un notevole successo di pubblico e ottenuto numerosi premi, è opera di Shemi Zarhin, regista e sceneggiatore, veterano del cinema israeliano. Si tratta di un melodramma, commovente e divertente al tempo stesso, che si svolge in un Israele di periferia. Zarhin traccia il profilo di una famiglia che ha difficoltà a sbarcare il lunario e che cerca di prendere parte al recente boom economico israeliano senza pur tuttavia perdere la propria autenticità.

Atash

Una famiglia di carbonai arabi vive in uno stato di completo isolamento a causa di un segreto che ha reso impossibile la sua vita sociale. 

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